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Alla scoperta della malga

Un weekend… sorprendente!

Accompagnati da amici nella “loro” Piancavallo, abbiamo avuto l’occasione di visitare per la prima volta una malga, ambiente dal sapore autentico, fino ad allora a noi quasi sconosciuto.

La si raggiunge attraverso una strada sterrata ed in poche centinaia di metri ci si trova in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato… tacchini, galline e cani ci accolgono fuori dalla malga che racchiude laboratorio, sala di stagionatura e punto vendita.

E’ un’azienda a conduzione familiare, fatta di persone che dopo 40 anni, ogni giorno della settimana, fanno con passione della traduzione un sapore ed hanno ancora l’entusiasmo di chi ha appena iniziato, concedendo volentieri ai visitatori i segreti di questo antico mestiere.

Il latte delle loro bestie é contenuto in bidoni di alluminio a due manici per essere trasportato dal luogo della mungitura al laboratorio. Deve essere versato all’interno del bidone quando è ancora caldo per far sì che durante la notte il grasso affiori e possa essere utilizzato per fare il burro.

Ci hanno raccontato come il ciclo della trasformazione del latte porti, passaggio dopo passaggio, a realizzare prodotti diversi, dal burro alla ricotta, passando per i formaggi. La ricotta è l’ultimo prodotto che si ottiene prima che il siero venga dato in pasto ai maiali.

É un lavoro di fatica (a volte la giornata inizia alle 6 e termina alle 21) fatto con le mani immerse nell’acqua a 50 gradi, impugnando con entrambe le braccia un bastone di legno dentato che, rimescolando il latte nella caldaia, rompe la cagliata. Abbiamo avuto il piacere di assaggiare il prodotto lavorato che, ormai privo di acqua, viene suddiviso negli stampi, pressato con un coperchio e fatto stagionare per almeno 60 giorni prima di essere consumato.

Incantati dal racconto appassionato e divertiti dall’aver potuto assistere alla lavorazione artigianale di questi prodotti non potevamo farci sfuggire la ricotta appena  sformata dai cestelli forati, che, insieme a burro, yogurt con frutta raccolta nel verde di Piancavallo, formaggio stagionato proposto nelle diverse fasi della stagionatura (ottimo lo stravecchio di 18 mesi) ed formaggio fresco “Panarello”, sono stati il “souvenir” della nostra vacanza.

 

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