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Take it easy!

Siamo onesti… complici gli  impegni lavorativi, la palestra all’ora di pranzo e la vita sempre più frenetica, sono pochi i giorni in cui è possibile concedersi un pasto “in santa pace”.

Il cibo per molti è pura necessità, ma è bene che tutti (non solo gli appassionati come noi) siano consapevoli di ciò che mangiano e soprattutto siano appagati dal pasto che consumano.

Come? Usando i 5 sensi. Apparecchiare con cura, evitare di mangiare in fretta, disporre con cura gli alimenti sul piatto, oltre che appagare la vista e conquistare tempo per se stessi, costituiscono un buon punto di partenza. Annusare ciò che si ha nel piatto, poi, è un modo per conoscere meglio il cibo e per appagare l’olfatto, influenzando lo stimolo della fame

Quando è possibile è bene preparare cibi in casa, utilizzare alimenti freschi e di stagione, preferire le spezie al sale per insaporire i cibi… sono ottime per la salute e contrastano il senso di fame.

Masticare lentamente, osservare ciò che si mangia e non farsi distrarre dalla televisione… sono gesti che hanno effetti positivi sul senso di sazietà.

Come dice la nostra amica turca Meldan: “NON SI MANGIA PER VIVERE MA SI VIVE PER MANGIARE”.

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IMG_2022In visita a Vinitaly

In visita a Vinitaly

Si è conclusa da pochi giorni la più importante manifestazione vinicola del nostro Paese.

Giunto alla 49ª edizione, Vinitaly si estende per oltre 95 000 m², ospita oltre 4 mila espositori e 155 mila visitatori, di cui un terzo circa provenienti da paesi stranieri (come baisimarli?).

Noi di Velvet Spoon non potevamo mancare.

Tra i padiglioni dedicati alle singole regioni italiane, come dei veri “Pollicino”, abbiamo seguito la strada delle bollicine… la nostra passione!

L’inizio è stato dei migliori… un salto nella vicina Lombardia per degustare svariati calici di buon Franciacorta, lo spumante che per primo in Italia ha ottenuto la DOCG. E un motivo c’è: l’unico metodo ammesso spumantizzazione è la rifermentazione in bottiglia (utilizzata da 3 secoli per lo Champagne) ed al cugino francese possiamo dire a gran voce che non ha nulla da invidiare.

Ci siamo poi spostati in Piemonte dove l’Alta Langa, a braccetto con i vini rossi, la fa da padrone.

Infine un ultimo brindisi con un Trento DOC e poi via verso casa… è stato un duro lavoro ma qualcuno doveva pur farlo!

Interessante l’allestimento, sempre nel padiglione del Piemonte, del consorzio Clavesana: un vero e proprio tappeto di terra dei vigneti e “tende di scarpe” appese. Ciascuna scarpa, usata e sporca di terra, contraddistinta dal nome del coltivatore, il numero di piede ed il numero con cui è registrato come coltivatore… un piccolo salto nei vigneti.

Grandi le aspettative per l’edizione 2016… la cinquantesima sfumatura di vino!

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