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IMG_9073-1non la solita torta al cioccolato

non la solita torta al cioccolato

Mentre a Monaco va in scena, dal 9 all’11 ottobre, il Salon du Chocolat, noi abbiamo deciso di omaggiare questa splendida materia prima con una ricetta d’oltreoceano. Una torta morbida, povera di carboidrati, priva di grassi, latticini e glutine. Cosa volere di più?!

Ma non conoscete ancora l’ingrediente base di questa preparazione… i fagioli neri! Ebbene sì, non é un errore. Si tratta di legumi dal sapore nocciolato e dalla consistenza pastosa, quindi perfetti in sostituzione della farina.

La ricetta si trova facilmente su internet, ma qui vi propongo la mia versione. Ingredienti: 400g di fagioli neri in scatola (preferibilmente bio), 5 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 1 cucchiaino di lievito per dolci vanigliato, 3 uova intere, 60g di cioccolato fondente (non troppo amaro), un pizzico di sale, mezzo bicchiere di marsala per chi lo desidera.

Iniziate frullando i fagioli (sgocciolati e risciacquati) con 1 uovo, poi unite gli ingredienti restanti, ad esclusione del cioccolato. Questo va grattugiato ed unito in maniera uniforme al resto del composto. Infine, versate il composto in una teglia di piccole dimensioni, rivestita di carta forno e cuocete a 175° per 35 minuti.

Questo dolce non ha nulla da invidiare alla torta caprese, anch’essa priva di glutine, di cui presto pubblicherò la ricetta.

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meinPan Meino della nonna

Pan Meino della nonna

Scoperto ieri, quasi per caso, parlando di dolci con la nonna, il Pan Meino, chiamato dialettalmente pan de men, è un caratteristico dolce lombardo, che possiamo considerare l’avanguardia della cucina del recupero. Pare che lo si incominciò a fare con i resti dell’impasto di grosse pagnotte a base di farina di frumento, segale, miglio, che le famiglie preparavano settimanalmente e poi tagliavano a fette per il consumo quotidiano. Proprio il miglio diede il nome a questo dolce popolare, sostituito poi dal mais. Da qui il caratteristico colore giallo.

Ai resti della raschiatura della tavola in legno che si utilizzava per impastare, si aggiungevano, poi, zucchero, uova e fiori di sambuco.  La tradizione vuole che questo dolce si cucini il 23 aprile (San Giorgio), giorno in cui si stipulavano i contratti per la fornitura del latte tra mandriani e lattai, ma anche data in cui fiorivano i sambuchi. L’ancora oggi conservata tradizione di intingere il pan mein nella panna (una vera delizia) deriva dal fatto che i lattai in quel giorno regalavano ai clienti la panna liquida per gustare al meglio il dolce.

Oggi lo si prepara artigianalmente tutto l’anno. Si può trovare ad esempio nelle bancarelle della fiera degli “O bei O bei”, a dicembre.

La ricetta che vi riporto non appartiene alla tradizione di famiglia in quanto mia nonna racconta di aver comprato, sin da ragazzina, il pan mein nella pasticceria (di cui non ricorda il nome) vicino alla stazione Nord di Milano, per poi salire sul tram ed arrivare fino a casa in Porta Ticinese.

Ingredienti: 200 g di farina di mais a grana fine, 100 g di farina di mais a grana grossa, 150g di f00, 150g di , 150g di zucchero, 3 uova, 1 bustina di  sale, fiori di sambuco.

Preparazione: scogliete il  in un pentolino oppure al microonde. Sbattete le uova con lo e poi unite il  sciolto e un pizzico di sale, unite quindi la  00 setacciata con le  di mais e con il e mescolate con un cucchiaio di legno. Formate delle pagnottine lievemente schiacciate, di circa dieci centimetri di diametro, e ponetele su una teglia rivestita di carta da forno, poi cospargetele con lo semolato e i fiori di sambuco. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti.

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27Zebra Cake di Serena

Zebra Cake di Serena

Quella che vi propongo oggi è la mia rivisitazione della Zebra Cake, un dolce particolarmente indicato per la colazione sia per la sua consistenza morbida che per la carica data dal cacao e, nel mio caso, dall’aggiunta della scorza d’arancia. Per iniziare la giornata infatti non c’è niente di meglio di un buon caffè, di una spremuta e di una bella fetta di torta… e bella in questo caso la è davvero, grazie al caratteristico aspetto zebrato.

La Zebra Cake ha avuto molto successo sul web e le ricette proposte sono tantissime. Io ho utilizzato come punto di riferimento quella di “Giallozafferano”, cui ho però apportato delle piccole modifiche ed un tocco personale, dettato dalla mia particolare passione per l’abbinamento cioccolato-arancia.

Ingredienti per una tortiera di 26 cm di diametro:

300 g di farina finemente setacciata

100 g di fecola di patate finemente setacciata

40 g di fecola di patate finemente setacciata

150 g di burro morbido

130 ml di latte intero

1 bustina di lievito in polvere

6 uova di media grandezza

semi di 1 bacca di vaniglia

220 g di zucchero semolato

30 g di cacao amaro in polvere

scorza grattugiata di 1 arancia

latte q.b.

sale q.b.

burro per la tortiera

farina per la tortiera

 

Preparazione

Mettere in un recipiente il burro morbido e lo zucchero, mescolando con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere una crema morbida in cui si dovranno sentire il meno possibile i granelli di zucchero.

Aggiungere le uova una alla volta, sempre mescolando fino a completa incorporazione, poi la farina, i 100 g di fecola, il lievito ed infine il latte.

Aggiungere un bel pizzico di sale per dare sapidità alla torta.

Dividere il composto, che deve risultare liscio e di consistenza piuttosto liquida, in due parti uguali. Alla prima “porzione” aggiungere il cacao amaro e la scorza d’arancia ed alla seconda i 40 g di fecola ed i semi della bacca di vaniglia, dopo averla incisa per il lungo ed averne raschiato i semi con un cucchiaino.

Per la riuscita della torta è importante che i due composti siano perfettamente bilanciati, pertanto nel caso in cui quello al cacao risultasse più denso dell’altro, andrà aggiunto qualche cucchiaio di latte.

Preriscaldare il forno a 170°C.

Imburrare ed infarinare una tortiera a cerchio apribile ed iniziare a comporre la torta: con un mestolo versare al centro una generosa cucchiaiata di impasto “bianco”, attendere qualche secondo che si allarghi e versarvi sopra, sempre al centro della tortiera, una cucchiaiata di impasto al cacao; procedere in questo modo fino ad esaurimento dei due composti, cercando di resistere alla tentazione di muovere la tortiera per velocizzare l’allargamento dei “cerchi”. Con il movimento infatti i due impasti, pur rimanendo ben definiti sulla superficie, tenderanno a mescolarsi all’interno del dolce e verrà meno quel simpatico effetto che lo caratterizza.

Infornare la Zebra Cake per una quarantina di minuti, senza aprire il forno per evitare problemi di lievitazione, dopodiché testare la cottura con uno stecchino di legno.

La torta sarà pronta quando, forandola con lo stecchino, questo risulterà asciutto.

Ora la Zebra Cake è pronta per essere sfornata e servita, tiepida o a temperatura ambiente, su una bella alzatina in vetro o ceramica, che renda onore e giustizia alla sua bellezza… ed alla vostra bravura!

Serena

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Fork with knife, blank plates and napkinCol cavolo!

Col cavolo!

Noto per le sue proprietà antiossidanti, alimento popolare e molto versatile, il cavolo si presenta in tante forme diverse: broccolo, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero toscano, cavolo viola. Ed è quest’ultimo il protagonista di una ricetta vegana, priva di glutine, molto sfiziosa.
Negli ultimi tempi ho scoperto i burger vegetali che si trovano nel banco surgelati della grande distribuzione. E’ giunto il momento di fare da sé.

Ecco la mia ricetta: Burger di Cavolo Viola
Occorrono: 1/2 cavolo viola, 2 patate medie, un cucchiaino di trito per soffritto (carota, sedano, cipolla), un cucchiaio di dado vegetale (io uso quello preparato in casa con il Bimby), pangrattato (uso quello senza glutine), sale fino ed olio extra vergine di oliva.

Lavate e mondate il cavolo viola, affettatelo finemente con l’aiuto di un coltello grosso ed affilato. In un wok scaldare 2 cucchiai di olio con il trito di verdure. Unite il cavolo viola affettato e i grani di pepe nero. Di tanto in tanto bagnate con poco acqua calda ed unite un cucchiaio di dado vegetale. Lasciate cuocere per almeno 30 minuti.
Nel frattempo lavate e pelate le patate e cuocetele nella pentola a pressione con il cestello per circa 15 minuti a partire dal caratteristico fischio.
Una volta cotte entrambe le verdure, passate le patate nello schiacciapatate e riducete il cavolo in purea con l’uso di un frullatore ad immersione.
In una terrina, riunite patate e cavolo, aggiungete poco pangrattato ed amalgamate bene il tutto. 
Formate con l’impasto delle polpettine, posizionatele all’interno di un ring da cucina (o un coppapasta) e sciacciatele con la mano per ottenere dei burger.
 Passate i burger nel pangrattato e poneteli su una teglia rivestita con carta da forno.
Infornate per circa 15 minuti a 180°C, poi per altri 5 minuti con grill.

Curiosando nel web, dove ho trovato lo spunto per questa ricetta, si trova anche una variante con quinoa… un’idea per i prossimi burger!

Interessante sperimentare lo stesso procedimento con un cavolo di tipo diverso… provate e fatemi avere la vostra ricetta!

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